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Il nome antico della Sicilia era Trinacria, l'isola triangolare. Tre lati, bagnati da tre mari diversi, cui va aggiunto l'interno, e ogni zona con caratteri particolari, che hanno dato vita a una regione varia e complessa. Tuttavia nei secoli, la Sicilia è andata via via assumendo un forte senso d'identità e unicità.

Due sono i poli di interesse principali della città: i resti dell'antica colonia greca sparsi nella Valle dei Templi e la rocca naturale su cui sorse l'insediamento medievale.
La greca Akragas venne conquistata dai Romani nel 210 a.C., che la ribattezzarono Agrigentum, mentre fu durante le invasioni barbariche che il sito della città si spostò dalla valle alla rocca; Agrigento subì poi la dominazione bizantina e, soprattutto, quella araba, interrotta dai Normanni nel 1087, dopo un lungo assedio.
Valle dei Templi
Fondata nel 581 a.C. dai coloni Gela con il nome di Akragas, fu una delle colonie più tarde. Nel V secolo a.C. aveva raggiunto i 200.00. abitanti e il poeta greco Pindaro la considerava "la più bella città di quelle abitate dai mortali". nel IV secolo venne temporaneamente conquistata dai Cartaginesi.
La valle è composta da templi principali ( Giove Olimpico, Ercole, Concordia e Giunone), luoghi di culto minori (il Santuario delle Divinità Ctonie), da un museo archeologico e dal giardino delle Kolymbetra.
Tempio della Concordia ( V sec. a.C.)
Sorretto da 34 colonne, è uno dei templi dorici meglio conservati al mondo, grazie anche alla ristrutturazione operata nel IV secolo d.C., quando venne trasformato in basilica cristiana a tre navate. E' stato riportato alle originarie forme classiche nel 1748.
Tempio di Giove ( V sec. a.C.)
Del tempio restano solo rovine: tra queste, però, è stato rinvenuto il gigantesco Telamone conservato al Museo Archeologico.
Tempio di Castore e Polluce ( V sec. a.C.)
Le quattro colonne superstiti, simbolo della Valle dei Templi, sono state restaurate nell'Ottocento. Da notare anche ciò che resta della trabeazione.
Tempio di Ercole ( VI sec. a.C.)
Queste otto colonne, rialzate nel 1924, appartengono al più antico dei templi, dedicato al semidio venerato sia dai Greci ("Eracle") che dai Romani. Dorico di struttura arcaica, ha la pianta rettangolare allungata.
Santuario delle Divinità Ctonie ( VI-V sec. a.C.)
Luogo di culto dedicato a Demetra e Persefone (kore), con altari e recinti sacri.
Museo Archeologico
Eretto sulla stessa zona archeologica, venne inaugurato nel 1967. Nelle tredici sale si passa dalla Preistoria ai primi reperti di era cristiana, passando naturalmente per il periodo classico.
Tempio di Giunone (V sec. a.C.)
Ben conservato, venne restaurato in età romana. Da notare il colonnato del lato nord, dove è rimasto l'architrave.
Catacombe e Necropoli Paleocristiane
La Valle dei Templi, conosciuta soprattutto per il suo valore di testimonianza della civiltà della Magna Grecia, ospita anche resti della civiltà cristiana. Infatti gli Ipogei di Villa Igea, tra il Tempio di Ercole e il Tempio della Concordia, noti anche come Grotta di Frangipane, furono scavati per ospitare le salme dei primi cristiani. All'interno, una serie di loculi, in origine chiusi con lastre di pietra, si alternano a cappelle dove si incontra ancora qualche traccia di pittura.
Altre località: Siculiana, Eraclea Minoa, Sciacca Terme, Caltabellotta, Palazzo Adriano, Prizzi, Cammarata, Mussomeli, Racalmuto, Naro, Canicattì, Palma di Montechiaro, Licata, Castello di Falconara.
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Una delle prime tracce di un insediamento nella zona fu la fondazione della Badia di Santo Spirito, costruzione che ancora oggi resta una delle mete più interessanti degli immediati dintorni di Caltanissetta. Alla città racchiusa dalla cinta di mura medievali fece seguito l'urbanizzazione lungo le direttrici degli insediamenti monastici che, a partire dal XV secolo, si stabilirono attorno alla città. Centro di una prospera provincia mineraria, dopo l'Unità d'Italia crebbe grazie alle ricchezze create dalle miniere di zolfo e di salgemma e, a questo periodo, risalgono i mutamenti nel tessuto urbano, con la nascita di palazzi e di edifici pubblici. Al centro della città, in Piazza Garibaldi, si trovano la barocca San Sebastiano e la Cattedrale (dedicata a Santa Maria la Nova e San Michele) con un interessante Museo Diocesano. Dopo un breve percorso lungo Corso Umberto I si raggiunge la Chiesa di Sant'Agata - o del Collegio - costruita nel 1605 per i Gesuiti di Caltanissetta a fianco del loro seminario. Non lontano dai ruderi del Castello di Pietrarossa, probabile fortilizio arabo, si trova il Museo Regionale, diviso in due sezioni, una archeologica e una d'arte moderna. Il Museo mineralogico, paleontologico e della zolfara, nato su iniziativa della Scuola Speciale di Mineraologia, riproduce gli interni della miniere ed espone una ricca collezione di minerali i fossili.
Dintorni: lungo la statale per Enna si trova il sito dell'antica città Sabucina che offre al visitatore l'incontro con un villaggio e con delle tombe a grotta del XII-X secolo a.C. La città si trasformò in un centro coloniale ellenico, al crollo del quale il luogo fu abbandonato.
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Stesa tra lo Ionio e le basse pendici dell'Etna, la seconda città della Sicilia ha sempre vissuto in stretto rapporto con il vulcano, a iniziare dal materiale con cui è costruita, la pietra lavica. Secondo Tucidide fu fondata nel 729 a.C. dai coloni greci provenienti da Calcide d'Eubea. Da allora è stata più volte raggiunta dalle eruzioni dell'Etna e distrutta da ripetuti terremoti, come quello del 1693, che la rase al suolo. Il volto della Catania odierna deriva dalla ricostruzione del secolo XVIII: strade larghe e perpendicolari invece dei vicoli medievali, piazze frequenti e irregolari, con funzione antisismica.
Piazza Duomo
Centro animato della città, sorge al punto di confuenza delle principali arterie, Via Etnea e Via Vittorio Emanuele. Su di essa si affacciano diversi edifici barocchi: il Palazzo del Municipio, l'ex Seminario dei Chierici, la Cattedrale e Porta Uzeda, costruita nel 1696 per collegare il rettilineo di Via Etnea alla zona del porto. Al centro sorge la Fontana dell'Elefante (simbolo della città) scolpita nel 1736 dal Vaccarini.
Cattedrale
La principale chiesa di Catania è consacrata alla patrona cittadina Sant'Agata. Forte impronta barocca dovuta all'architetto Vaccarini. All'interno la Tomba di Bellini e i resti dei sovrani aragonesi. Di recente scoperta tre cripte, appartenute forse ad antiche famiglie nobili catanesi.
Teatro Bellini
Intitolato al compositore catanese Vincenzo Bellini, il teatro si distingue per la qualità delle opere messe in scena.
Pescheria
Davanti la Fontana dell'Amenano, un coloratissimo mercato del pesce che si tiene tutte le mattine. Le vie e le piazzette intorno sono occupate dal Mercato della Pescheria, con odori e profumi mediterranei.
Via Crociferi
E' la via monumentale della città, con palazzi e chiese barocche dalle facciate sontuose. All'interno della Chiesa di San Francesco d'Assisi sono conservate alcune "candelore", costruzioni di legno intagliato e dorato, simbolo delle corporazioni degli artigiani della città, che vengono portate a braccia durante la Festa di Sant'Agata
Via Etnea
L'asse principale di Catania è in leggera salita e collega le parti più importanti della città. Chiusa in parte al traffico, è la via dei negozi. A metà del percorso si apre Piazza Stesicoro con le rovine dell'Anfiteatro romano, risalente al II secolo. Nelle vicinanze, in Piazza Carlo Alberto, si tiene un vastissimo mercato ("a fera"). Sempre su via Etnea si affaccia la Collegiata eretta all'inizio del Settecento, importante opera barocca. Nella parte alta della via si apre Villa Bellini, giardino pubblico cittadino con vegetazione subtropicale e busti di siciliani illustri.
Da vedere: Teatro Romano, Castello Ursino, Casa Museo di Giovanni Verga.
Acireale
Su una terrazza lavica affacciata sullo Ionio e circondata da agrumeti, Acireale era già nota in epoca romana come centro termale per le acquee sulfuree. Distrutta ripetutamente da eruzioni e terremoti, Acireale è un gioiello del barocco siciliano. Il cuore della città è Piazza Duomo, sempre animato da gente che si sofferma davanti alle gelaterie. E' dominata dalla Cattedrale, costruita alla fine del Cinquecento. Sulla stessa piazza si affacciano anche il Palazzo Comunale e la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, eretta nel XVII sec. ma dalla facciata settecentesca. Poco distante il Teatro dei Pupi, famoso per i suoi spetacoli, e la Pinacoteca dell'Accademia Zelantea, con opere di Alesandro Vasta, pittore locale che ha lasciato le sue tele anche in molte chiese cittadine. L'arteria principale è Corso Vittorio Emanuele con i negozi e i caffè eleganti, e nei dintorni palazzi e chiese di ogni tipo.
Aci Trezza
Pittoresco borgo di pescatori, frazione di Aci Castello, dove Giovanni Verga ambinetò I Malavolgia e Luchino Visconti girò La Terra Trema. Il porticciolo si apre davanti a un gruppo di faraglioni basaltici, detti Isole dei Ciclopi, protetti come riserva naturale. Sull'isolotto più grande è impiantata una stazione di studi biologici e fisica marina.
Secondo Omero i faraglioni vennero scagliati in mare da Polifemo contro Ulisse che lo aveva accecato.
Aci Castello
Piccolo borgo marinaro sulla costa orientale della Sicilia, nel tratto chiamato a ragion veduta Riviera del Limoni, è una delle nove "sorelle" accomunate dal prefisso Aci.
E' dominata dal Castello, in nera pietra lavica. Questa fortezza normanna è arroccata su uno sperone di roccia sul mare ed è visibile dalla strada. Il luogo è fortificato fin dai tempi dei Romani quando qui sorgeva la Rocca Saturnia. Più volte distrutta venne riedificata da re Tancredi nel 1189. Sotto i Borbone (1787) il castello venne adibito a prigione. Dalla cima si gode di una bella vista sui Faraglioni dei Ciclopi e sull'Isola Lachea. Il castello ospita un piccolo Museo Civico a sfondo didattico che riunisce minerali e reperti archeologici.
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Città di montagna, è il capoluogo più alto d'Italia, con i suoi 931 metri, Enna fu nell'anichità prima greca, poi cartaginese e infine romana. Fortezza bizantina anche dopo la conquista araba di Palermo, venne conquistata dal Genereale Al-Abbas Ibn Fadhl nel 59 e fu persa dai Musulmani solo nel 1087. Da allora venne fortificata a più riprese attorno ai capisaldi del Castello di Lombardia e del Castello Vecchio (l'attuale Torre di Federico). La cinta di mura, oggi scomparse, fu la base dell'organizzazione urbanistica, mentre sull'asse dell'attuale Via Roma si stabilirono tutti i luoghi fondamentali del potere civile e religioso.
Grazie alla sua quota, Enna rappresenta un'anomalia climatica nell'assolato interno siciliano e, anche nella stagione estiva, offre temperature piacevoli e splendidi panorami. Risalendo Via Roma, si incontra per prima Piazza Vittorio Emanuele, su cui si affaccia la mole della Chiesa di San Franceesco d'Assisi, della cui struttura antica non resta che il campanile del XV secolo. Su Piazza Colajanni (politico ennese) si affacciano la facciata del Palazzo Pollicarini che, a fianco della scalinata, conserva molti particolari architettonici d'epoca gotico-catalana, e l'ex Chiesa di Santa Chiara.
Nel 1307 Eleonora, moglie di Federico II d'Aragona, fondò il Duomo di Enna, che venne distrutto alla metà del Quattrocento da un incendio e ricostruito in seguito.
Quasi di fronte all'entrata del Museo Alessi si trova il Museo Archeologico, che espone collezioni arcaiche, greche e romane scavate in città, nella zona del lago Pergusa e nei dintorni di Enna. Ma il vanto di Enna sono le sue due fortezze: il Castello di Lombardia è una delle fortificazini più importanti di Sicilia; di origine sveva (ma modificato in era aragonese), la visita tocca tre cortili interni, la Torre Pisana e infine la Rocca di Cerere.
Nella zona del Parco pubblico si trova invece la Torre di Federico II, dalla forma ottogonale, unico residuo di una antica città difensiva.
Morgantina
Situata non lontano dall'odierna Aidone, la città di Morgantina venne fondata dai Morgeti, popolazione di origine laziale che abitava il luogo da circa il 1000 a.C., poi passò sotto l'influenza greca. Il suo periodo migliore, quando divenne un centro di controllo sul flusso commerciale dal nordal meridione della Sicilia, fu in epoca ellenistica e romana. Il sito offre oggi quanto rimane del teatro, delle vie cittadine e dell'agorà, immersi in un verde paesaggio sull'alto di una collina. Alcune zone del sito possono venire chiuse per scavi.
Piazza Armerina
Al centro di un territorio abitato fin dall'VIII secolo a.C., Piazza Armerina è cresciuta nel Medioevo, quando furono frequenti i contrasti tra la popolazione locale, fortemente influenzata dalla dominazione araba, e i conquistatori di cultura latina. Dopo le grandi distruzioni causate nel XII secolo dagli scontri armati tra le due popolazioni, Piazza Armerina rinacque.
Villa del Casale
La villa apparteneva a una grande azienda agricola del III e IV secolo d.C., ed è uno dei luoghi più affascinanti della pur ricchissima Sicilia archeologica. Gli eccezionali mosaici che ornavano tutti gli ambienti della residenza padronale sono stati salvaguardati nei secoli(la villa è stata scoperta a fine Ottocento) da un'alluvione che, nel XII secolo, ha coperto la villa sotto uno strato di limo. La visita si snoda dall'ingresso della villa verso le terme, il grande peristilio, il lungo corridoio detto "della Grande Caccia" per i soggetti dei mosaici, e termina negli ambienti in cui vivevano gli antichi proprietari.
I primi saggi archeologici nella zona vennero effettuati alla fine dell'Ottocento e poi ripresi nel 1929 e nel 1935, ma fu il decennio tra il 1950 e il 1960 a vedere le grandi scoperte che oggi rendono famosa la villa. I mosaici sono oggi in fase di restauro e spesso, durante una visita, può accadere di incontrare archeologi al lavoro sulle tessere di quelli che sono stati definiti "i più eccezionali mosaici romani conservati al mondo".
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Nacque Greca, e la posizione dell'antica città di Messeni è da sempre la chiave storica della sua importanza. A cavallo tra due mari, tra due estremi del Mediterraneo, il Levante e il Ponente, e infine tra i due vicereami di Napoli e Sicilia, fu sempre influenzata dal suo ruolo di punto di contatto. Popolata nei secoli da Arabi, Ebrei, Armeni e da genti provenienti dalle grandi città marinare d'Europa, divenne sempre più potente fino alla rivolta antispagnola del 1674-78, in seguito alla quale iniziò la parabola discendente della città. Già danneggiata dal terremoto del 1783, nel 1908 la città venne quasi completamente distrutta.
Visitando Messina
Nata attorno al porto, Messina ha una struttura urbanistica facilmente comprensibile se la si raggiunge dal mare. Le opere difensive del Forte San Slavatore e della Lanterna di Raineri, sulla penisola omonima, che chiude a oriente il porto, sono l'introduzione alla città, adagiata sul versante digradante dei Peloritani. Le arterie principali sono Via Garibaldi e Via I Settembre, che dal mare conduce verso il centro, raccolto attorno a Piazza Duomo. Salendo verso la costa del monte si incontrano luoghi interessanti come l'Orto Botanico e il Santuario del Montalto.
Duomo
Al centro della città, benchè ricostruito dopo il terremoto e i disastrosi bombardamenti alleati del 1943, conserva ancora il suo aspetto medievale. Sulla facciata, il grande campanile, che sfiora i 60 metri d'altezza, ospita una vera rarità: il più grande orologio meccanico del mondo, costruito da una ditta di Strasburgo all'inizio degli anni Trenta, ricco di figure in movimento, ingranaggi enormi e quadranti imponenti. L'interno della chiesa è quasi per intero frutto dell'opera di ricostruzione: rimangono alcune figure sulle capriate della navata centrale, un'acquasantiera del XV secolo e la statua di San Giovanni Battista, che risale al 1525.
Da visitare: Santissima Annunziata dei Catalani, Monumento a Giovanni d'Austria, Fontana di Orione, Città universitaria, Museo Zoologico Cambria, l'Orto Botanico, Santuario del Montalto, Marina (France Elliot scrisse: "niente altro al mondo può essere paragonato alla Marina di Messina"), Acquario Comunale, Forte San Salvatore, Museo Regionale.
Altre località: Tindari, Patti, Capo d'Orlando, Milazzo, Monti Nebrodi.
Taormina
Situata su un terrazzo sulla costa ionica, ai piedi del Monte Tauro, Taormina è la località turistica più nota della Sicilia. Meta prediletta del "Gran Tour", è stata la villeggiatura di nobili e banchieri, da Guglielmo II di Germania ai Rotschild. La città, di origine sicula, fu greca e poi romana, ma l'impiano urbanistico è prettamente medievale.
Da Pasqua a ottobre Taormina è presa d'assalto dai turisti, ed è forse meglio visitarla durante gli altri mesi dell'anno, sempre piacevoli, considerando il clima mite. La città è molto suggestiva in primavera quando l'aria profuma di zagare, i giardini sono in piena fioritura e la cima dell'Etna è ancora incappucciata di bianco.
Teatro Greco
Per dimensioni è il secondo teatro classico della Sicilia, dopo quello di Siracusa. Eretto in epoca ellenistica (III secolo a.C.) venne quasi totalmente ricostruito in età romana, nel II secolo d.C. quando divenne arena per gladiatori. Dalle gradinate si gode una vista eccezionale sia sul mare che sul vulcano. La scena era un tempo chiusa da un muro con nicchie e un colonnato, di cui rimangono in piedi alcune colonne con i capitelli corinzi.
Corso Umberto I
L'asse principale della città inizia a Porta Messina e termina Porta Catania. Su di essa si affacciano negozi, pasticcerie e bar dai nomi conosciuti in tutto il mondo. A metà si apre Piazza IX Aprile (una terrazza panoramica). Da corso Umberto si dipartono scalinate e stradine laterali che arrivano in angoli ancora tranquilli.
Cattedrale
Venne costruita nel XIII secolo e rimaneggiata nei secoli successivi. Su Piazza Duomo, che ha al centro una fontana barocca, si affaccia anche il Palazzo del Municipio con un piano di finestre barocche.
Castelmola
Paese arroccato intorno a una rupe; oggi vi si trova un castello medievale, forse antica acropoli di Tauromenion. Offre uno dei panorami più famosi del mondo, con tramonti di fuoco allietati dal caratteristico vino alle mandorle.
Da visitare: Villa Comunale, Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, Palazzo Corvaja e Museo di arti popolari. Tra le spiagge, imperdibili l'Isola Bella e Mazzarò.
Giardini Naxos
Località balneare situata nei pressi di quella che fu la prima colonia greca di Sicilia; punto da cui partì la colonizzazione dell'isola. L'abitato di Giardini disteso lungo la spiaggia di sabbia, conserva nelle strade più antiche e interne alcuni palazzetti nobiliari.
Castiglione di Sicilia
Arroccato in cima a uno sperone roccioso che domina la Valle dell'Alcantara, il paese risale ai Greci, che vi costruirono postazioni fortificate, quindi i Normanni e gli Svevi. L'impianto urbanistico è ancora quello medievale con strade strette che confluiscono nella centrale Piazza Lauria, incontrando diverse chiese: Chiesa Madre, Chiesa delle Benedettine, di Sant'Antonio e Della Catena. In cima al paese si trova il Castel Leone, medievale. Da qui si scorge il Ponte medievale che attraversa il fiume Alcantara.
Dintorni: le Gole dell'Alcantara, profonde 20 metri sono state scavate nel basalto nero delle acque impetuose del fiume omonimo, dando vita a uno spettacolo naturale davvero affascinante.
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Sviluppatasi in fondo alla baia, ai piedi del Monte Pellegrino, Palermo deve il suo nome al mare che la bagna. La città fenicia si chiamava infatti Panormos, "porto". Prospera sotto i Romani, raggiunse il massimo splendore prima con gli Arabi, quando rivaleggaiva in bellezza con Cordova e Il Cairo, e più tardi con i normanni che ne fecero la capitale del regno. Della favolosa città di allora rimane poco, ma l'influenza orientale è ancora palpabile nell'architettura delle chiese, nella viabilità del centro, nei mercati. L'altro periodo d'oro della città, periodo che ha lasciato una forte impronta nell'architettura civile e religiosa, è quello barocco, tra Sei e Settecento. Dopo i pesanti bombardamenti del 1943 la città si è sviluppata in modo caotico, stretta tra clientelismo e mafia; negli ultimi anni, finalmente, la rotta sembra essere cambiata.
Cattedrale
Dedicata a Maria SS Assunta, la Cattedrale sorge dov'era la grande moschea delle adunanze, Gami. Costruita tra il 1179 e il 1185, conserva poco della struttura originaria. La principale modifica risale al Settecento, quando alla primitiva costruzione a croce latina vennero aggiunte le navate laterali e la cupola. Sotto le cupolette è ancora evidente la struttura normanna, con i muri che terminano con merlature ed archetti. La parte absidale ha conservato il suo carattere primitivo, con la decorazione a tarsie, archi e colonnine. Il lato destro affacciato sul giardino a causa della varietà degli stili è un vero e proprio "racconto in pietra" della storia della città. Di fronte alla facciata, dall'altra parte della strad, sorge la medievale torre campanaria. La tiara di Costanza d'Aragona si trova qui.
Teatro Massimo
Recentemente riaperto dopo anni di chiusura, il Teatro Massimo è diventato uno dei simboli della rinascita di Palermo. Fu progettato nel 1864 da G.B. Filippo Basile, e terminato dal figlio Ernesto nel 1897. Con 7700 mq di superficie è uno dei più grandi teatri d'Europa. La sala ha cinque ordini di palchi, una sontuosa galleria e una volta affrescata da Ettore Maria Bergler e Rocco Lentini.
Teatro Politeama Garibaldi
Si affaccia nel cuore della Palermo moderna, alla confluenza di Via Ruggero VII e di Viale della Libertà, salotto all'aperto dei Palermitani.
Costruito tra il 1867 e il 1874 in forme neoclassiche su progetto di G.Damiani Almeyda, ha la facciata che riecheggia un arco di trionfo con un attico ornato da un altorilievo che culmina con una quadriga. Per anni, fino alla riapertura del Teatro Massimo, è stato il centro della vita culturale palermitana con la stagione operistica e di prosa.
San Giovanni degli Eremiti
Costruita nel 1132 da Ruggero II sulle fondamenta di una chiesa preesistente edificata da Gregorio il Grande nel 581, San Giovanni degli Eremiti ha una chiara impronta orientale, frutto del lavoro delle maestranze arabo-normanne, che si vede chiaramente nelle cupolette semisferiche rosse e nei moduli cubici. L'accesso avviene attraverso un giardino lussureggiante di agrumi melograni, rose e gelsomini, che porta alle rovine del monastero.
Mercato della Vucciria
E' il mercato più famoso di Palermo, immortalato anche da Renato Guttuso nel dipinto La Vucciria. Il suo nome deriva da Bocceria nuova o della Foglia, specializzato nella vendita delle verdure, per distinguerlo dalla Bocceria vecchia, o della carne, che si teneva in Piazza Sant'Onofrio. Oggi la vendita di Ortaggi, di frutta secca e di conserve si unisce a quella di altri prodotti, formaggi, pesce e carne, esposti all'aperto, in un tripudio di colori, suoni e odori che riportano alla mente i suk del Nordafrica. Particolarmente suggestivo all'imbrunire, quando si accende di mille luci. Si preparano polpi lessati, si arrostiscono spiedini di interiora o si lessa la milza, elemento indispensabile per il pane ca' meusa, lo spuntino preferito dei Palermitani.
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Città antichissima, nata quando i Siculi arretrarono verso l'interno dell'isola spinti dall'avanzata greca, Ragusa è divisa in due parti: la Ragusa nuova, creata sull'altopiano in forme barocche dopo il terremoto del 1693, e la silenziosa Ibla, collegata alla città moderna da una cresta di roccia, sede della memoria storica. La visita della città, perciò, dovrà comprendere due itinerari ben distinti.
Visitando Ragusa
La città nuova, voluta fortemente dalla nobiltà agricola del XVII secolo in contrasto con la nobiltà feudale che preferì rinchiudersi nella vecchia Ibla, segue un tracciato ortogonale, frutto della lunga pianificazione successiva al terremoto del 1693.
Da vedere: Cattedrale di San Giovanni Battista, Museo Archeologico Ibleo, Santa Maria delle Scale.
Visitando Ibla
La collina di Ibla era abitata probabilmente sin dal III millennio a.C., ed è quindi densa di storia. Negli ultimi anni, tuttavia, è andata perdendo importanza soprattutto economica nei confronti della nuova città.
Da vedere: Duomo di San Giorgio, Circolo di Conversazione, San Giuseppe, Giardino Ibleo.
Modica
Popolata dall'età dei Siculi, poi ribelle contro Roma e di diffile conquista per la sua posizione arroccata, Modica divenne una delle città più importanti della Sicilia medievale e rinascimentale. Il passaggio dalla Modica alta alla città bassa si sviluppa lungo una serie di scalinate, vicoli e passaggi che ricordano l'antica città misurata medievale, che dall'844 al 1091 fu un importante centro della Sicilia arabizzata col nome di Mohac.
Da vedere: San Giorgio, Santa Maria di Betlem, Corso Umberto I, San Pietro, Museo Ibleo delle arti e delle tradizioni popolari.
Scicli
Scicli ebbe un ruolo fondamentale nel controllo del transito della costa verso gli altipiani dell'interno. Roccaforte araba, poi città reale con i Normanni, cambiò volto dopo il terremoto del 1693, quando dalle macerie dell'antico borgo nacquero le vie, le facciate e le chiese barocche.
Da vedere: varie chiese ed edifici monumentali, di prevalente epoca barocca: le chiese di S.Ignazio, S.Bartolomeo, S.Teresa, S.Maria la Nova; il Palazzo Beneventano, il Monastero dei Carmelitani; la chiesa e il convento della Croce, il santuario della Madonna di Milici.
Ispica
Il centro urbano, ricostruito dopo il disastroso terremoto del 1693, è caratterizzato da bei palazzi, da belle chiese e da vie larghe e diritte. ll nome di lspica la città lo ebbe quando fu abolito il vecchio nome di Spaccaforno. La cittadina di Ispica domina il mare da un'altura ed è un'interessante stazione preistorica per i ritrovamenti archeologici. Anche da qui è raggiungibile il Parco archeologico della Forza, a Cava d'Ispica, tramite le cento scale scavate nelle roccia, dove sono visibili tracce degli affreschi del periodo bizantino. Da vedere la Chiesa Madre, il Palazzo Bruno di Belmonte (o Palazzo Alfieri secondo un'erronea consuetudine radicata), il Monumento ai Caduti e la chiesa di S. Maria Maggiore, il cui sagrato è circoscritto da una singolare cancellata in ferro battuto. Imboccato corso Garibaldi possiamo invece ammirare la Chiesa dell'Annunziata e il suo ciclo di stucchi di grande importanza.
Cava d'Ispica
Il corso che un'antico fiume ha scavato nella roccia della Cava d'Ispica è divenuto nei secoli, un monumento all'aperto. ll termine "cava" è legato alla particolare e suggestiva conformazione del tavolato lbleo, caratterizzato da moltissime gole profonde. Cava d'lspica é un luogo molto interessante per lo studio della evoluzione dei primi insediamenti umani: ne restano preziose testimonianze nelle abitazioni del periodo neolitico, greco, bizantino, cristiano e medievale. Molte sono anche le necropoli sicule e bizantine, e le catacombe cristiane dove gli eremiti hanno vissuto la loro esperienza mistica perforano le pareti della gola.
Da vedere: l'Ipogeo di San Nicola, la chiesetta bizantina di San Pancrati; vale la pena munirsi di scarpe da trekking e addentrarsi nella parte non recintata della cava, che riserva a ogni passo vedute e sorprese.
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Con il suo eccezionale patrimonio storico e artistico, a circa 60 km dall'aeroporto di Catania e a un paio di ore circa di macchina da Messina, Siracusa ha sulla sinistra il mar Ionio di Taormina e sulla destra la mole dell'Etna.
"Alle muse dirai di ricordarsi, di Siracusa e Ortigia", ha scritto Pindaro. Da ventisette secoli, la città è un sito di grande importanza sia economica che culturale. A partire dalle culture neolitiche, pasasndo per i Corinzi che fondarono la città greca, per arrivare alla nascita della città barocca, la storia di Siracusa è ancora ben visibile per il viaggiatore in diversi punti della città.
Da vedere: L'area archeologica della Neapolis, Teatro greco, Latomie (tra cui l'Orecchio di Dioniso), Tomba di Archimede, Ara di Ierone II e Anfiteatro Romano, Catacombe di San Giovanni Evangelista, Museo del papiro.
Ortigia
Giace de la Sicania al golfo avanti un'isoletta che a Plemirio ondoso è posta incontro, e dagli antichi è detta per nome Ortigia... Virgilio, Eneide, Canto III.
L'isola di Ortigia è sempre stata il centro di Siracusa. Piazzaforte fortificata sino alla fine dell'Ottocento, Ortigia separa i bacini del Porto Grande dal Porto Piccolo (uniti tra loro solo dal canale della Darsena). Sull'isola, oggi collegata alla terraferma da due ponti, si incontrano tracce della Siracusa di tutte le epoche, a partire dal Tempio di Apollo del VI secolo a.C.
Da vedere: Lungomare di Levante, Tempio di Apollo, Palazzo Greco, Palazzo Beneventano del Bosco, Duomo, Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, Fonte Aretusa, San Filippo Apostolo, Palazzo Mergulese-Montalto, Castello Maniace, Castello Eurialo.
Teatro Greco
E' forse la più importante testimonianza della architettura teatrale antica e fu per secoli il centro della vita cittadina. Il teatro, in passato, era ben più complesso di quanto lascino immaginare i resti di oggi. Tutte le parti costruite in blocchi di pietra, infatti, vennero asportate per essere utilizzate nella costruzione della mura di Ortigia volute da Carlo V tra il 1520 e il 1531. Qui scrissero, composero e rappresentarono le loro opere, a partire dalla prima metà del V secolo a.C., i più grandi commediografi greci, ed Eschilo mise in scena per la prima volta alcune sue tragedie.
Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi
Creato nel 1967 e inaugurato nel 1988 per dare una degna sistemazione all'enorme quantità di reperti provenienti dagli scavi di tutta la Sicilia sudoccidentale, il museo è diviso in tre sezioni principali, che ospitano circa 18.000 oggetti. Paolo Orsi, che fu a capo della Direzione della Antichità dell'isola a partire dal 1888, diede un impulso formidabile alla riscoperta del passato della Sicilia. A lui si devono innumerevoli scavi e scoperte. Le collezioni del museo a lui dedicato sono una riorganizzazione di quelle già sistemate, dalla fine della II Guerra Mondiale, nel Museo Archeologico, allora in Piazza Duomo, a Ortigia.
Noto
Per tutto il XVIII secolo, dopo il terremoto del 1693, Noto fu un gigantesco cantiere in cui operarono urbanisti e grandi architetti tra cui Rosario Gagliardi, Vincenzo Sinatra e Antonio Mazza. Il trionfo del barocco nel centro della città è unico anche in Sicilia, e una visita dei principali monumenti è fonte di continue sorprese anche se, parte a causa dell'incuria e parte per le caratteristiche della tenera pietra di costruzione utilizzata, molti sono i crolli e i fenomeni di degrado che hanno lesionato palazzi, chiese e conventi. Fiorisce anche una attenzione al particolare, alla scultura e alla decorazione di prospetti e balconi, e la ricostruzione rende ancora più imponenti i grandi complessi conventuali che, insieme con i palazzi della nobiltà fondiaria, formeranno l'ossatura del tessuto economico e sociale di Noto del Sette e dell'Ottocento.
Da vedere: Cattedrale, Palazzo Ducezio, Galleria d'Arte Contemporanea, San Francesco, Palazzo Trigona, Palazzo Nicolaci Villadorata, Palazzo Landolina, San Carlo, San Domenico, Chiesa del SS Crocefisso.
Capo Passero
Estrema punta sudorientale della Sicilia, il capo è dominato dalla mole del faro che segna il promontorio in corrispondenza dei quale le acque dello lonio incontrano quelle del Canale di Sicilia. L'isolotto dl Capo Passero crea con la terraferma un corridoio naturale, punto strategico per il passaggio dei tonni, che possono essere così facilmente catturati.
Portopalo di Capo Passero
La città cominciò a svilupparsi agli inizi del XIX secolo ed ha anche una sua importanza storica visto che essa fu il luogo di sbarco delle truppe anglo-americane avvenuto il dieci luglio 1943. Le attività economiche principali riguardano la pesca e l'agricoltura, ma anche il turismo ha qui la sua importanza visto che Portopalo ha molto da offrire dal punto di vista culturale e naturalistico a quanti sono interessati ad una visita della zona.
In contrada Manniri sono stati ritrovati altri reperti appartenenti ad una fornace ed una necropoli paleocristiana.
Di fronte la costa cittadina si trova l'isola di Capo Passero. Tale isola conserva una vegetazione dal notevolissimo valore e di grande rarità. Tra le sue attrattive naturalistiche ricordiamo gli stagni Baronello, Giaramidaro e Auruca, i pantani Cuba, Longarini e Gariffi - luogo di ritrovo di vari uccelli e, conseguentemente, degli amanti del bird-watching - ed un'ampia baia. Nei dintorni della città si trova il Capo delle Correnti, la zona decisamente più a sud di tutta la Sicilia. La sua estensione procede fino ad una scogliera denominata Isola delle Correnti.
Altre località: Vendicari, Palazzolo Acreide, Pachino, Pantalica, Cavagrande...
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Nell’estrema punta occidentale della Sicilia, sulla rotta dei Fenici, nei mari dove si avventurò Ulisse
tra saline, tonnare, isole e coralli, la provincia di Trapani offre il suo patrimonio di natura, storia,
archeologia e mito.
Trapani, l’antica Drepanon, si protende verso il Mediterraneo con la sua forma di falce alla cui estrema punta si
erge maestosa la Torre di Ligny, torre di avvistamento edificata nel 1761, oggi sede del Museo di Preistoria. Il mare, la più adatta chiave di lettura per conoscere Trapani è ancora oggi fonte di ricchezza con la pesca del corallo. I grandi maestri corallai trapanesi, fin dalla seconda metà del ‘500, con le loro preziose opere hanno reso famosa la città.
Percorrendo le strade del centro storico si ha la percezione delle varie stratificazioni culturali che hanno lasciato segni indelebili nel tessuto urbano, architettonico e monumentale della città. Basta citare il quartiere ebraico, con il Palazzo della Guidecca , il quartiere Casalicchio che con il suo labirinto di stradine, di richiamo arabeggiante, è il nucleo più antico della città, il Palazzo Caravetta, antica sede del Senato trapanese, il palazzo Riccio di S. Gioacchino, la Chiesa ed il Collegio dei Gesuiti, la Cattedrale di San Lorenzo, al cui interno è conservato una Crocifissione attribuita al pittore fiammingo Van Dyck e la Chiesa di Santa Maria del Gesù. Le strade del centro storico conducono verso il mare, verso il tipico mercato del pesce, verso le mura di tramontana, verso il porto protetto dal mare dal Castello della Colombaia. Seguendo questo itinerario, si è accompagnati dagli aromi della tipica cucina trapanese, cucina di forti sapori e dagli odori speziati la cui pietanza caratteristica è il couscous con la zuppa di pesce, piatto di origine araba. Ed è ancora il mare, che attraverso le saline consente di cogliere caratteristico di Trapani e di tutta la costa fino a Marsala.
Le Saline
Le saline e la coltivazione del sale, in quest’area in cui il mare si confonde con la terra, hanno determinato nel corso dei secoli un unicum ambientale e paesaggistico di grande valenza culturale, antropologica ed economica. L’itinerario denominato la “Via del Sale” con i suoi tanti mulini, cinque dei quali recentemente restaurati, i cumuli di sale ricoperti di tegole e di terracotta ed il Museo del Sale a Nubia nel territorio d Paceco, ricade nelle Riserve delle Saline di Trapani e Paceco e dello Stagnone di Marsala, nelle cui basse e tiepide acque si può osservare una varietà di uccelli acquatici (anatre selvatiche, aironi) , e in primavera, una incredibile sfolgorante fioritura che addobba come festoni multicolori le terre che affiorano.
Mothia
Quaranta ettari di storia sospesi sul mare, che insieme all’Isola Longa, a quella di S.Maria e della Schola, formano le isole dello Stagnone, la più grande laguna della Sicilia, annoverata tra le “zone umide” più importanti d’Europa. Insediamento fenicio-punico tra i più importanti del Mediterraneo, l’isola divenne un sito strategico per la sua vicinanza alla potente Cartagine. Mozia, la cui fondazione viene storicamente collocata intorno al VIII sec. a.C., torna alla luce soltanto a seguito degli scavi condotti all’opera di Giuseppe Whitaker, ricco mercante, il quale nel 1875 iniziò sull’isola una prima campagna di scavi, rinvenendo numerosi reperti fenici, oggi conservati nella Villa Whitaker, sull’isola, divenuta museo.
Marsala
Anticamente chiamata Lilybeo, l’odierna Marsala è ricca di testimonianze puniche, romane, normanne, arabe e spagnole, tra le quali sono di particolare interesse la necropoli di età punica, la Villa Romana con i suoi stupendi mosaici, il Battistero cristiano del V sec. e i resti della cinta muraria. Chi visita la città di Marsala non può trascurare il Duomo, edificato sul preesistente Castello Normanno, che accoglie opere del Gagini e otto preziosissimi arazzi fiamminghi del ‘500, il Museo Archeologico del Baglio Anselmi dove si trova l’eccezionale reperto di archeologia marina della Nave punica del II sec. a.C., gli stabilimenti del vino Marsala, famoso nel mondo e i Bagli. Queste tipiche costruzioni rurali, presenti su tutto il territorio trapanese, in particolare a Marsala, furono edificate nel XVIII secolo proprio per la lavorazione ed il deposito dei vini.
Erice
Questa cittadina, situata sulla sommità del Monte San Giuliano, conserva intatto il fascino dell’antico borgo medievale animato da botteghe di artigianato tipico: le ceramiche finemente decorate, i tappeti variopinti tessuti a mano, i tradizionali dolci a base di mandorla e frutta candita. La reputazione della città è legata alla presenza di uno dei più famosi santuari pagani dedicati a Venere, dea della fecondità e della bellezza, protettrice dei navigatori. Da non perdere la Chiesa Matrice voluta da Federico d’Aragona, il quale aveva fatto di Erice la sua residenza dopo la guerra dei Vespri, ed ancora la Chiesa di San Giovanni Battista goticonormanna.
Segesta
Seguendo il pendio del Monte Erice, sulle tracce dell’antichissimo popolo degli Elimi, si giunge a Segesta, inserita in un sistema di dodici colline che racchiudono i suoi preziosi gioielli: il Tempio e il Teatro. Il Tempio dorico-siculo del V sec. a. C. sorge intatto e maestoso su un poggio al centro della suggestiva vallata. Il Teatro greco del II sec. a. C. scavato nella roccia, si affaccia dalla cima del Monte Barbaro. Nello splendido scenario naturale creato dal dirupo sulla valle segestana, il teatro diventa la “Scena millenaria per i classici del mondo” dove con cadenza biennale, le rappresentazioni teatrali rievocano atmosfere d’altri tempi. Un grande Santuario del IV-V sec. a. C. completa il disegno attuale del parco archeologico di Segesta ancora da esplorare, infatti gli scavi, in fase di realizzazione, stanno portando alla luce i resti di quella che fu la sua magnificenza.
Selinunte
La storia di Segesta si intreccia a doppio filo con quella di un’altra grande città del passato, sua acerrima rivale, Selinunte. Colonne e rovine di colossali templi greci si susseguono nella verde campagna, che si adagia sull’azzurro intenso del mare. È il paesaggio di Selinunte, sita presso la foce
del fiume dove cresce ancora il prezzemolo selvatico (selinon) che diede il nome al corso d’acqua e alla città. Città di origine greca, fondata nella seconda metà del VII sec. a. C., Selinunte è tra i parchi archeologici più importanti del mediterraneo, con la più straordinaria raccolta di rovine, l’espressione più completa della civiltà siciliota dei secoli IV e V a. C.. Il tempio C è uno dei più antichi esempi di architettura templare dorica esistenti, risalente alla prima metà del VI sec. a. C. Il tempio E, il più suggestivo, data la sua quasi totale ricostruzione, possedeva alcune metope figurate che ne ornavano la sua parte frontale. Eccezionale l’acropoli su cui l’antica città fortificata sorgeva, con le sue torri, i ponti e le necropoli.
Ed ancora da visitare: Castelvetrano, Mazara del Vallo, Alcamo e Calatafimi.
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